Stefano Bianchi: intervista alla rivista Pescasub.

Stefano Bianchi è un appassionato pescatore toscano, sindacalista di professione, che con un gruppo di amici subacquei ha creato pescApnea, un'associazione che si prefigge di tutelare la sicurezza del pescatore subacqueo-

Rivista Pescasub: - Il problema dell'incolumità del sub si ripresenta ogni anno. Voi come associazione cosa state facendo?

Stefano Bianchi: <<PescApnea è un'associazione apolitica e apartitica che è nata quest'anno con lo scopo preciso di tutelare il pescatore subacqueo che, per definizione, è un apneista. Troppo spesso rischiamo di essere investiti da imbarcazioni condotte in modo disattento o da conducenti che ignorano perfino il significato della bandiera segnasub; talvolta, troppo spesso direi, questo rischio diventa una tragica realtà. Occorre che la legislazione vigente sia modificata, che si aumenti la distanza fra imbarcazione e bandiera segnasub, che si impongano sanzioni monetarie ai proprietari o ai conducenti di quelle imbarcazioni che violano la distanza minima di sicurezza e che, infine, si tuteli ulteriormente la sicurezza del sub modificando le norme sulle distanze minime e imponendo, una volta per tutte, una interpretazione univoca di tali norme: per i praticanti l'attività subacquea, qualunque essa sia, deve essere ridotta la distanza minima dalla costa rispetto a quella già stabilita per le imbarcazioni, in modo da ridurre il rischio di incidenti. Queste ci sembrano le iniziative più urgenti e per realizzarle stiamo conducendo una campagna firme su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un impegno enorme per una piccola realtà come Pescapnea, ma abbiamo fiducia nei subacquei e contiamo sul fatto che i nostri soci, anche se pochi, sono molto determinati e presenti su quasi tutto il territorio nazionale>>.

RP: - Qual è il vostro obbiettivo finale?

SB: <<Come già accennato il nostro obbiettivo finale è quello di tutelare la figura del pescatore subacqueo e, soprattutto, quello di restituire pari dignità alla nostra meravigliosa attività. La pesca subacquea è la forma di prelievo più ecologicamente compatibile, poichè selettiva, eppure viene continuamente bistrattata e additata come la responsabile di disastri ambientali, che invece non ha minimamente contribuito a costruire. PescApnea non ha l'obbiettivo di rivaleggiare con la federazione o con altre associazioni. Anzi, riteniamo che, oggi più che mai, sia indispensabile che i pescatori subacquei amatoriali possano condurre, tutti assieme, una battaglia di dignità e di giustizia per restituire a questa disciplina il posto che merita nella considerazione delle istituzioni e dei cittadini. A noi sembra di vedere qualche spiraglio, che la cappa di cattiva informazione sulla nostra attività dei tempi passati si stia piano piano squarciando. Dobbiamo approfittare di questo momento per porre i problemi della categoria dei pescatori subacquei amatoriali all'attenzione delle istituzioni e del legislatore e iniziare a risolverli. Per questo chiediamo a tutti i subacquei, e in particolare ai pescatori con il fucile, di aiutarci in questa campagna di raccolte firme: se riusciremo a realizzare un cospicuo numero firme, potrebbe essere il primo passo nella direzione giusta. Cercheremo di coinvolgere le riviste, i negozi sportivi, i circoli nautici e tutte le realtà che ci vorranno aiutare distribuendo i moduli di raccolta firme. Questo non comporterà un grande impegno, solo l'invio di un fax o di una e-mail agli indirizzi di pescApnea>>.

RP: - Come andrebbe organizzata una campagna di prevenzione e di educazione in mare?

SB: <<Anzitutto, bisogna portare l'informazione là dove necessita. Quindi, il primo obbiettivo di una campagna di informazione dovrebbe essere quello di essere presente nei porti turistici del nostro Paese, perchè in quei luoghi si concentrano i diportisti e i possessori di imbarcazione. Presso ogni scivolo, ogni sede di circolo portuale o nautico dovrebbe essere appeso un manifesto visibile che ricordi che vicino a una bandiera segnasub c'è una persona che, spesso, è alla fine di un'apnea e quindi non in grado di difendersi o reagire adeguatamente. A questo scopo, stiamo appronatando dei manifesti che distribuiremo sul territorio nazionale tramite i nostri soci. Poi, abbiamo considerato l'idea di realizzare lo stesso manifesto in formato più piccolo, in modo da chiedere alle riviste specializzate nel settore nautico e subacqueo di allegarlo ai loro numeri, in particolare in estate e per un certo periodo di tempo. Queste due cose da sole, senza pensare a interventi più diretti ma proibitivi per i costi (pubblicità televisiva, anche se una campagna dei ministeri della sanità e dei trasporti potrebbe contribuire a risolvere questo problema), Potrebbero aiutare a salvare qualche sventurato subacqueo. Se alla fine della stagione estiva anche un solo pescatore subacqueo si sarà salvato da un incidente terribile grazie alle nostre campagne, pescApnea potrà essere soddisfatta>>.

Dalla rivista Pescasub, Giugno 2002, articolo di Anselmo Bozzoni