Disegno Di Legge

Disegno Di Legge per la pesca subacquea

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AGGIORNAMENTO

Con questo breve aggiornamento vogliamo rendervi noto l'attuale stato dei Disgni di Legge per la pesca subacquea: il testo della proposta di legge del Sen. Chirilli, che è possibile consultare all’indirizzo http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/19918.htm, è fondamentalmente una riedizione semplificata di quello del Sen. Cavallaro, che potete leggere qui: http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/18146.htm
Il fatto che due parlamentari di schieramenti diversi si siano fatti promotori di due testi fondamentalmente uguali, se da una parte può sembrare un mistero, dall'altra si spiega con la volontà di togliere ogni colore politico al popolo dei pescatori subacquei e di aumentare al tempo stesso il peso della richiesta per una nuova normativa.
Purtroppo, i risultati non sono stati proprio entusiasmanti, a causa del generale disinteresse della politica ai nostri problemi (siamo troppo pochi!). La raccolta firme di pescApnea, il cui malloppo è stato ufficialmente consegnato al Sen. Cavallaro all'ultimo EUDI, era volta proprio a rinnovare la richiesta di attenzione da parte delle forze politiche. Allo stato attuale, l'unica vera utilità dei due disegni di legge è che vengano usati come base di partenza da parte della commissione che entro il prossimo giugno dovrà decidere il nostro destino legislativo.

PREMESSA

Abbiamo ricevuto la richiesta del Senatore Cavallaro, autore del Disegno Di Legge (DDL) sull’esercizio della pesca subacquea, a pubblicare la sua proposta sul sito di “pescApnea”.
Poiché i contenuti del DDL raccolgono alcune delle questione sulle quali “pescApnea” è impegnata con la sua campagna di raccolta firme, la pubblicazione del DDL in modo da renderlo disponibile a tutti anche per gli eventuali suggerimenti ci è sembrata una cosa opportuna. In fondo, si tratta di una risposta che, se approvata, andrà nella direzione da noi auspicata, di poter praticare la nostra attività ricreativa preferita in tranquillità e con una maggiore sicurezza e di essere – finalmente! - trattati e considerati come cittadini con pari dignità rispetto ad altri praticanti le attività di pesca sportiva ed amatoriale.
Da qui la decisione di pubblicare la proposta dell’Onorevole Cavallaro, che ringraziamo per la sensibilità dimostrata.
E’ doveroso aggiungere che alla stesura del DDL ha contribuito anche il nostro socio Massimo Profeti: un motivo in più acconsentire alla pubblicazione.
Il senatore Cavallaro ha anche aggiunto che la pubblicazione deve avere lo scopo di raccogliere i suggerimenti e le osservazioni che i lettori, purché seriamente interessati, vorranno fare. Da parte di “pescApnea” accogliamo questo suggerimento con favore e piacere e ci impegniamo, a breve, nella pubblicazione delle nostre opinioni, in modo da consentire un rapporto serio, fattivo e trasparente e da permettere all’estensore del DDL, se lo riterrà opportuno, di modificare o emendare la proposta nel senso che indicheremo.
Lo scopo della campagna di raccolta firme, che ormai ha raggiunto un numero considerevole di aderenti tenuto conto delle nostre limitate forze, è per l’appunto quello di ottenere una modifica della legislazione vigente, così come chiaramente indicato nell’oggetto della raccolta. L’iniziativa di Cavallaro va nella direzione giusta e, come ribadito anche nella nostra assemblea di novembre scorso, speriamo che le “nostre” firme possano servire a sensibilizzare i rappresentanti delle Istituzioni e a produrre rapidamente quella modifica di legge che auspichiamo.
Al senatore Cavallaro, e a tutti gli altri parlamentari della Repubblica che si vorranno interessare alla nostra situazione, confermiamo l’appoggio della nostra Associazione, per questo DDL o per tutti gli altri che potranno essere presentati e che comunque vadano nella direzione della nostra campagna di raccolta firme..
Per intanto restano da fare ancora molte cose per ottenere quanto richiediamo da tempo: più sicurezza e pari dignità! Per questo auguriamo al Senatore Cavallaio e al DDL da lui presentato buona fortuna ed una rapida approvazione!.

Il Presidente di “pescApnea”
Stefano Bianchi

 

SENATO DELLA REPUBBLICA

— XIV LEGISLATURA —

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa del senatore Mario Cavallaro

 

Norme per l'esercizio della pesca subacquea sportiva

Art. 1
(Norme generali sulla pesca subacquea sportiva)

1. La pesca subacquea sportiva è esercitata a scopo ricreativo ed agonistico ed è consentita soltanto in apnea, senza l'uso di apparecchi ausiliari di respirazione.
2. Per apparecchi ausiliari di respirazione non si intendono eventuali dispositivi di sicurezza per l’apneista, anche se prevedono l’utilizzo di aria, gas o miscele di gas compressi. Tali dispositivi rientrano nella categoria delle apparecchiature illecite se utilizzati in concreto per pescare.
3. E' consentito l'uso di una torcia.(Nota 1)
4. Ai pescatori subacquei sportivi è vietato raccogliere coralli, molluschi non cefalopodi e crostacei. E’ consentita la cattura di aragoste, cicale, astici e granseole in numero non superiore a uno al giorno a testa per ogni specie, salvo che si tratti di specie dichiarate protette o non pescabili da specifiche disposizioni di legge o regolamentari. (Nota 2)
5. E’ consentita la cattura di non più di un esemplare di cernia, a qualsiasi specie appartenga, a testa, al giorno. Il peso minimo per la cernia bruna (Epinephelus marginatus) è fissato a 3 kg.
6. E’ consentita la raccolta di ricci di mare in numero non superiore a cinquanta esemplari a testa al giorno. Tale raccolta è vietata nei mesi di maggio e giugno.
7. Salvo specifiche disposizioni emanate ai sensi dell'art. 9, il pescatore subacqueo non può catturare giornalmente pesci, crostacei o molluschi cefalopodi in numero superiore a 10 esemplari in totale e per un peso superiore a 5 chili, escludendo dalla pesatura la preda più grande. (Nota 3)
8. Ai pescatori subacquei sportivi è vietata la vendita del pescato.
9. Ai fini della presente legge, il termine “pescatore subacqueo” indica una persona immersa, che ha la disponibilità di uno o più fucili subacquei, carichi o scarichi, o di una o più fiocine a mano. (Nota 4)
10. Ai fini della presente legge, il termine “esercizio della pesca subacquea” indica l’attività concreta di esplorazione e ricerca di prede da parte di uno o più pescatori subacquei dotati di fucile subacqueo carico o di fiocina a mano. (Nota 5)
11. Ai fini della determinazione della taglia minima del pescato in relazione alle specie pescabili e a quelle la cui pesca è proibita, si applica il Regolamento per l’esecuzione della legge 14.7.1965 n. 963, di cui al D.P.R. 2.10.1968 n. 1639 e successive modifiche ed integrazioni.
12. Le disposizioni della presente legge si applicano alla pesca subacquea professionale soltanto in quanto compatibili ed in quanto la materia non sia regolata da specifiche disposizioni di legge o regolamentari. (Nota 6)
La violazione dell'art. 1 comma 1 è punita con la sanzione amministrativa da € 500 ad € 5000 e la confisca del pescato e dell’intera attrezzatura subacquea, fucili compresi, da effettuarsi all’atto della contestazione della violazione.
La violazione dell'art. 1 commi 4, 5, 6, 7 e 8 è punita con la sanzione amministrativa da € 100 ad € 500 e della confisca del pescato.

Nota 1 - Con questo comma si intende regolare l’uso dei cosiddetti “airbag del pescatore”, dispositivi attualmente in fase di studio che le forze dell’ordine potrebbero in futuro assimilare erroneamente ad apparecchi ausiliari di respirazione.
Nota 2 - Abbiamo ritenuto giusto reintrodurre la possibilità di prelevare i crostacei, ma in numero limitato per evitare che una tana buona non lo sia più il giorno dopo.
Nota 3- Per i limiti del pescato si è cercato un compromesso fra la necessità di un sanamento dei divieti confusi e illogici della normativa attuale e quella di indurre i pescatori alla selezione di prede di maggiori dimensioni. Le norme sono state formulate prendendo ad esempio le leggi in vigore in Francia e nella ex Jugoslavia.
Nota 4 - Si è pensato di definire in modo preciso lo “status” del pescatore subacqueo e dell’esercizio della pesca subacquea, allo scopo di aiutare le forze dell’ordine a distinguerci dai bagnanti freddolosi (dotati di muta).
Nota 5 - Vedi nota n. 4.
Nota 6 - Questo comma è un po’ oscuro: in linea di massima significa che la presente legge si riferisce alla pesca subacquea professionale solo in modo marginale

.Art. 2
(Modalità di esercizio della pesca subacquea)

1. La pesca subacquea sportiva può essere praticata da mezzi nautici o partendo da terra.
2. L’esercizio della pesca subacquea è espressamente consentito, senza limitazioni di distanza dalla costa:
a) In ogni caso in cui non vi siano in concreto bagnanti in acqua. (Nota 7)
b) Lungo gli antemurali dei porti, ove questi non siano zona di intenso traffico nautico, sulla base delle indicazioni del compartimento marittimo competente per il territorio.
c) In ogni caso in cui sia prevista e consentita ogni altra forma di pesca sportiva. (Nota 8)
d) Negli allevamenti di frutti di mare, ove il proprietario sia consenziente. (Nota 9)

Nota 7 - Questo punto introduce un concetto che verrà espresso più approfonditamente nell’articolo 7: il pescatore subacqueo non è più vincolato ad alcuna distanza dalla costa, ma alla presenza di bagnanti.
Nota 8- Questo importantissimo concetto segna la fine della discriminazione della pescasub rispetto alle altre forme di prelievo sportivo: dove pescano gli altri, possiamo pescare anche noi.
Nota 9- Non esistono motivi logici per proibire la pescasub negli allevamenti di mitili, come invece fa la normativa attuale.

Art. 3
(Apparecchi ausiliari di respirazione) (Nota 10)

1. L'uso di apparecchi ausiliari di respirazione è consentito durante le attività di pesca subacquea solo per finalità diverse dalla pesca ed a soggetti diversi da chi pratica la pesca.
2. E’ vietato il trasporto contemporaneo, sullo stesso mezzo nautico, di apparecchi ausiliari di respirazione e fucili subacquei.
3. In caso di esigenze specifiche ed opportunamente motivate, le Capitanerie di porto competenti per il territorio potranno rilasciare l’autorizzazione al trasporto contemporaneo di fucili subacquei ed apparecchi ausiliari di respirazione a chi ne faccia richiesta compilando l’apposito modulo, predisposto dalle stesse capitanerie (allegato 1).
La violazione delle norme di cui ai commi 1 e 2 è punibile con la sanzione amministrativa da € 500 ad € 5000 e la confisca del pescato e dell’intera attrezzatura subacquea, fucili compresi, da effettuarsi all’atto della contestazione della violazione.

Nota 10 - Sappiamo che la pesca con le bombole va proibita in ogni maniera, per cui abbiamo escluso anche la possibilità, prevista dalla norma attuale, di avere a bordo un bombolino da 10 litri, ma nello stesso tempo abbiamo ritenuto giusto che subacquei onesti (pescatori e bombolari) possano comunque uscire in barca insieme. Il modulo (allegato al testo della proposta di legge) da compilare e consegnare alla capitaneria di porto permetterà alle forze dell’ordine di procedere più agevolmente ai controlli.


Art. 4
(Norme di sicurezza per il pescatore subacqueo)

1. Al pescatore subacqueo è proibito farsi trainare da un’imbarcazione o da uno scooter subacqueo (anche elettrico) quando detiene un fucile subacqueo, anche se scarico. (Nota 11)
2. Al pescatore subacqueo è consentito, a solo scopo esplorativo, farsi trainare da uno scooter subacqueo (anche elettrico). In questo caso dovrà dotarsi di un galleggiante supplementare dotato della bandiera di segnalazione di cui all’art. 6 comma 1. Il fucile o i fucili in dotazione dovranno essere posizionati presso il suddetto galleggiante.
3. Al pescatore subacqueo è consentito, a solo scopo esplorativo, farsi trainare da una imbarcazione mediante una cima lunga almeno venti metri. Il conducente dovrà essere dotato di patente nautica. (Nota 12)
4. E' vietato tenere il fucile subacqueo in posizione di armamento se non in immersione.
5. Il pescatore subacqueo, durante l’immersione, deve avere sempre a portata di mano un coltello o un altro attrezzo in grado di tagliare velocemente eventuali reti, lenze o altro materiale, in cui potrebbe rimanere impigliato. (Nota 13)
La violazione delle norme di cui ai commi 1 e 2 è punita con la sanzione amministrativa da € 50 (cinquanta) a € 500 (cinquecento). Secondo la gravità e l'eventuale reiterazione della condotta, le forze dell’ordine possono anche disporre il sequestro dell’attrezzatura subacquea inclusi i fucili e del mezzo nautico per un periodo non superiore a 30 giorni. (Nota 14)
La violazione delle norme di cui al comma 3 è punita con la sanzione amministrativa da € 20 (venti) a € 100 (cento).
La violazione delle norme di cui al comma 4 è punita con la sanzione amministrativa da € 30 (trenta) a € 300 (trecento).
La violazione delle norme di cui al comma 5 è punita con la sanzione amministrativa di € 10 (dieci).

Nota 11 - Sappiamo tutti quanto sia antisportiva la cosiddetta “trainetta”, anche quando viene effettuata con gli aquascooter. Sappiamo anche che la pesca profonda con gli aquascooter elettrici è pericolosissima.
Nota 12 - Il “paperino” è invece ammesso, a patto di osservare alcune precauzioni.
Nota 13 - Questo comma, apparentemente inutile, serve in realtà a tutelare il pescatore che venga fermato per strada dalle forze dell’ordine. Queste possono contestargli il possesso di un’arma non consentita, il coltello appunto. Rendendone obbligatorio per legge l’uso in mare, non potrà più essere contestato come reato il suo trasporto a terra, se avviene insieme al resto dell’attrezzatura.
Nota 14 - La pratica della trainetta è spesso associata all’abitudine di vendere il pescato. Per questo, la sanzione è particolarmente severa.


Art. 5
(Età minima del pescatore subacqueo)

1. La pesca subacquea sportiva è consentita soltanto ai maggiori di anni sedici.
2. La pesca subacquea sportiva è consentita ai maggiori di anni quattordici solamente se accompagnati e strettamente sorvegliati da un adulto. (Nota 15)
Chi affida o consente la detenzione di un fucile subacqueo carico ad un minore di anni 14 è punito con la sanzione amministrativa da € 50 a € 500; alla medesima sanzione è soggetto il minore che ne faccia uso. Alla medesima sanzione è soggetto chi contravviene alle prescrizioni del comma 2.

Nota 15 - Sappiamo tutti quanto sia importante per i giovani una corretta introduzione alla pescasub. Molti di noi hanno iniziato a praticarla prima dei sedici anni e spesso senza la minima cognizione dei pericoli di questo sport. Se lo raccontiamo è solo perché siamo stati fortunati.


Art. 6
(Obblighi di segnalazione e di distanza dai pescatori subacquei)

1. Il pescatore subacqueo ha l'obbligo di segnalarsi con un galleggiante recante una bandiera rossa con banda diagonale bianca, di dimensioni non inferiori a cm 18 x 18 e il cui lato superiore si trovi a non meno di 30 cm dall’acqua. (Nota 16)
2. Se l’azione di pesca si svolge in aree in cui, a causa del basso fondale o di altro motivo, il traffico nautico non è possibile o non ha oggettivamente modo di costituire un pericolo per il pescatore, l’obbligo di cui al comma 1 non sussiste. (Nota 17)
3. Nelle aree geografiche in cui il traffico nautico è particolarmente intenso, l’autorità competente per il territorio può emettere ordinanze in cui si obbligano i pescatori subacquei ad essere dotati di un galleggiante con bandiera di segnalazione a testa, in modo da rendere più agevole, da parte dei diportisti, la loro identificazione in acqua. (Nota 18) Tale obbligo non sussiste in caso di presenza della barca appoggio, di cui al comma 4.
4. Se il subacqueo è accompagnato da mezzo nautico, la bandiera può essere fissata, in maniera ben visibile, anche su tale mezzo, in aggiunta o in alternativa a quella di cui al comma 1.
5. Il subacqueo deve operare in un raggio di cinquanta metri dalla verticale del mezzo nautico di appoggio o dal galleggiante su cui è fissata la bandiera di segnalazione.
6. I natanti in navigazione devono mantenere una distanza di almeno cento metri dal galleggiante di segnalazione del subacqueo in immersione. (Nota 19)
7. In ogni caso di ingresso anche involontario in navigazione nel raggio dei cento metri di distanza dal galleggiante di segnalazione, è fatto obbligo alle imbarcazioni, anche a vela, di arrestare la navigazione togliendo immediatamente la marcia, procedere all’immediata individuazione della posizione del subacqueo o dei subacquei ed abbandonare immediatamente la zona, mantenendo una velocità moderata e seguendo una rotta di sicurezza. (Nota 20)
8. Le forze dell’ordine che intendono procedere ad un controllo si avvicinano con l’imbarcazione al pescatore subacqueo o ai pescatori subacquei a velocità moderata, soltanto dopo aver individuato la loro posizione e dopo averli informati, anche a gesti se il rumore ambientale non consente la comunicazione, dell’intenzione di avvicinarsi.

La violazione delle norme di cui all'art. 6 commi 1, 3 e 5 è punita con la sanzione amministrativa da € 10 ad € 100.
Se il subacqueo è segnalato in superficie da un galleggiante privo di bandiera, ma comunque visibile a distanza di 300 metri, la sanzione applicabile è quella minima prevista dal comma precedente. (Nota 21)
La violazione dell'art. 6 commi 6 e 7 è punita con la sanzione amministrativa da € 200 a € 500.

Nota 16 - La bandierina di segnalazione del sub è un argomento molto delicato. Sappiamo che la normativa attuale non impone una omologazione o dimensioni particolari, ma una generica “visibilità” a 300 metri di distanza. In sede di giudizio, tutti i diportisti investitori di sub se la sono cavata dichiarando che la bandierina non era visibile. Per questo, abbiamo ritenuto necessario introdurre una norma che imponesse una misura minima per la bandierina, togliendo ogni scusa ai piloti distratti.
Le dimensioni possono sembrare un po’ ridotte rispetto alle esigenze di visibilità. In realtà, visto che si tratta di dimensioni minime, ci siamo tenuti volontariamente bassi per evitare di rendere illegali i modelli più piccoli esistenti in commercio. Nessuno impedisce ai produttori di vendere bandierine più grandi.
Nota 17 - Abbiamo voluto rendere elastico l’obbligo di segnalazione del sub, in ragione del fatto che in certi momenti (ad es. quando si pesca in acqua bassa) il pericolo rappresentato dalle imbarcazioni è nullo, mentre in altri è talmente elevato da imporre la massima prudenza.
Nota 18 - Vedi nota precedente.
Nota 19 -A furor di popolo!!
Nota 20 - In Canada viene applicata una regola simile per le imbarcazioni che si trovino in rotta di collisione con i mammiferi marini che popolano le acque della foce del fiume S. Lorenzo. Riteniamo che gli esseri umani meritino altrettanto rispetto.
Nota 21 - Chi perde la bandierina durante la battuta di pesca, non sarà più passibile di una sanzione esagerata.


Art. 7
(Divieti relativi all’esercizio della pesca subacquea)

L'esercizio della pesca subacquea è vietato:
a) A distanza inferiore a cinquanta metri da qualsiasi bagnante, indipendentemente dalla distanza dalle spiagge; anche ai bagnanti è fatto divieto di avvicinarsi a meno di cinquanta metri dal pescatore subacqueo; i suddetti obblighi non sussistono nel caso in cui il bagnante ed il pescatore subacqueo siano entrambi consenzienti alla riduzione della distanza di sicurezza. (Nota 22)
b) A distanza inferiore a cento metri dagli impianti fissi da pesca ed alle reti da posta;
c) A distanza inferiore a cento metri dalle navi ancorate fuori dai porti.
d) In zone di mare di regolare transito di navi per l'uscita e l'entrata nei porti ed ancoraggi, determinate dal capo del compartimento marittimo competente per territorio.
e) Da un’ora dopo il tramonto fino ad un’ora prima dell’alba.
f) Nelle zone dei parchi e delle riserve marine, lacustri e fluviali ove il divieto di pesca sia previsto anche per tutte le altre forme di prelievo sportivo, salvo eventuali autorizzazioni – generali o per specifiche zone - dell'autorità competente, o contenute negli atti istitutivi o nella legge, anche a fini di abbattimento selettivo. (Nota 23)
L'esercizio della pesca subacquea in violazione dei divieti di cui all'art. 7 è punito con la sanzione amministrativa da € 50 ad € 500.

Nota 22 - La tanto discussa norma sulla distanza dalle spiagge trova qui completa revisione: il sub è potenzialmente pericoloso per i bagnanti, non per le spiagge! Una norma che segua questa logica molto più sensata, ci induce a concepire come distanza di sicurezza una misura 10 volte superiore alla gittata di un fucile subacqueo: 50 metri. Ma abbiamo ritenuto opportuno andare anche oltre, introducendo il principio di reciprocità: non è solo il sub che deve tenersi ad una distanza di sicurezza dal bagnante, ma anche il bagnante che non può avvicinarsi al sub, se non autorizzato.
Nota 23 - Qui viene ripreso il concetto introdotto nell’art. 2 comma 2 punto c), ossia l’equiparazione a tutte le altre forme di prelievo sportivo.
Inoltre, non si sa perché la pescasub sia attualmente permessa solo in alcuni bacini di acqua dolce del nord Italia. Questa norma uniforma la legge in tutto il paese.

Art. 8
(Delimitazione delle aree marine protette) (Nota 24)

1. Le aree marine entro le quali è regolamentata la pesca sportiva devono essere individuabili sia da terra sia dal mare con mezzi e strumenti di segnalazione internazionalmente riconosciuti ed idonee tabellazioni.
2. Fino a quando le aree non sono segnalate il divieto di pesca è inefficace.


Art. 9
(Regolamenti di attuazione ed esecuzione ed ordinanze locali)

1. Il Ministero dei Trasporti, d'intesa con i Ministeri dell'Interno, della Difesa e dell'Ambiente e Territorio provvede ad emanare entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge uno o più decreti contenenti le norme eventualmente necessarie per l'attuazione e l'esecuzione della presente legge.
2. Gli organi istituzionali, anche periferici, dello stato e di altri enti pubblici, ivi compresi i soggetti gestori di parchi e riserve marine, nel caso in cui emanino provvedimenti in materia di pesca sportiva, devono applicare alla pesca subacquea sportiva le medesime autorizzazioni, prescrizioni, limitazioni e divieti usati nei confronti delle altre forme di pesca sportiva. (Nota 25)
3. Gli uffici locali delle Capitanerie di Porto detengono, a disposizione di chi ne faccia richiesta, le ordinanze ed i provvedimenti in materia di pesca subacquea e di tutela dell'ambiente applicabili al territorio di competenza.

Nota 24 - L’articolo intende porre fine una volta per tutte alle numerose contestazioni e discussioni con le forze dell’ordine. Le aree protette o comunque regolamentate devono essere perfettamente identificabili in mezzo al mare.
Nota 25 - Questo comma costituisce una ulteriore “blindatura” per la pescasub in materia di discriminazione: nessun ente, pubblico o privato, potrà più emanare leggi che discriminino la pesca subacquea rispetto alle altre forme di prelievo sportivo.

Art. 10
(Competenze sulle sanzioni)

1. Al pagamento delle eventuali sanzioni irrogate ai minori di anni diciotto sono solidalmente obbligati gli esercenti della potestà parentale.
2. Ai fini dell'accertamento, contestazione, irrogazione, applicazione e riscossione delle sanzioni previste dalla presente legge si applicano le disposizioni generali di cui alla L. 689 del 1981 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Autorità competente a ricevere il verbale contenente l'accertamento delle violazioni è il Direttore del Compartimento marittimo del luogo in cui la violazione è stata accertata.


Art. 11
(Accertamenti)

1. A richiesta dell'autorità accertatrice, devono essere consentite ispezioni anche nei natanti; chi non consente o impedisce tali ispezioni è punito per tale condotta e salvo che il fatto costituisca anche altra violazione o reato, con la sanzione amministrativa da € 200 a € 1000.
2. Nel caso in cui il pescatore subacqueo, all’atto delle ispezioni e dei controlli da parte dell’autorità accertatrice, non sia munito di documenti di identità, può presentarli entro 5 giorni presso una qualsiasi sede della medesima autorità o dell’arma dei Carabinieri. (Nota 26)

Nota 26 - Quante volte ci hanno fermato in mare senza documenti? Tante. E ogni volta sono guai.



Art. 12
(Abrogazione di norme)

Sono abrogate tutte le disposizioni di legge e di regolamento in contrasto con la presente legge ed in particolare gli artt. 15, lett. a e b, e 18 della L. 14.7.1965 n. 963, gli artt. 2, 3 del D.M. 1.6.1987 n. 249, gli art. 128 bis, 129, 130, 131, 140 lett. f) del D.P.R. 2.10.1968 n. 1639.

Allegato 1 (bozza)

Capitaneria di porto di XXX
Via xxx
Telefono xxx

Oggetto: richiesta di autorizzazione al trasporto contemporaneo di apparecchi ausiliari di respirazione e fucili subacquei sulla stessa imbarcazione.

Il/la sottoscritto/a:

Nato/a a :

Il:

Proprietario/a dell’imbarcazione così descritta (descrivere tipo [vela o motore], marca, lunghezza, colori predominanti, motorizzazione e, se presenti, nome e identificativo completo di iscrizione ai registri di navigazione, dell’imbarcazione):

 

chiede a codesta Capitaneria l’autorizzazione al trasporto contemporaneo di apparecchi ausiliari di respirazione e fucili subacquei sull’imbarcazione di cui sopra. La navigazione è così pianificata (descrivere giorno/i, orari e tratti di mare in cui si prevede di trasportare le attrezzature in oggetto):

N.B.: se durante la navigazione la pianificazione degli spostamenti dovesse essere disattesa, il richiedente è tenuto ad avvertire tempestivamente della variazione (anche per via telefonica) la Capitaneria che ha accolto la presente richiesta di autorizzazione.

In fede

Timbro della Capitaneria di Porto
per avvenuta autorizzazione